ROCKET TO RUSSIA – Riassunto delle puntate precedenti
Ok, ad un certo punto ho smesso di scrivere.
E’ coinciso più o meno con l’inizio di tutta una serie di analità, incazzature, mancanze organizzative, ore di sonno non dormite e soprattutto lunghissimi e interminabili viaggi a cavallo degli Urali e della tundra Russa. Ovviamente non voglio descrivere dettagliatamente quello che è successo, ma proverò a farvi un resoconto sintetico dei principali avvenimenti:
DAY18 – Il viaggio della morte
Siamo partiti da Tolyatti in direzione Ekaterinburg, ci abbiamo messo 25 ore su strade ghiacciate e in mezzo a tir deragliati e code chilometriche. Probabimente se non avessi avuto così tanto sonno avrei passato tutta la notte a pensare di stare per morire, ma ero talmente stanco che sono crollato nel classico dormiveglia da furgone, quello che per la cronaca ti fa passare il tempo ma non la stanchezza.
DAY19 – Ekaterinburg
Siamo arrivati all’appartamento dopo 25 ore, e scopriamo che la casa è tanto bella, calda, con una doccia fantastica, ma con un solo letto matrimoniale e un divanetto che dovranno bastare a 8 persone tra cui l’autista. Praticamente abbiamo passato 4 ore a riposarci non riposandoci. Andiamo al locale che ha backstage, un timido wi-fi, e soprattutto 4 bottiglie di vodka all’interno del catering.
Concerto buono, afterparty in loco ma discreto, finale della serata in appartamenti separati e chiacchiere fino alle 5 del mattino con una simpaticissima ragazza di nome Anna, finalmente una che conosce l’inglese molto bene , dalla quale mi faccio spiegare tutta una serie di cose sulla civiltà Russa che avrei sempre voluto chiedere ad autoctono, ma che purtroppo a causa del loro grave impedimento con la lingua inglese nessuno mi ha mai saputo spiegare: tutto questo difronte a Peppe e Andrea che tentavano di dormire maledicendo le mie chiacchiere.
DAY20 – Tyumen
Si parte per il punto più ad Est toccato da questo tour e appena arriviamo è abbastanza palese: i tratti somatici sono simili a quelli della Mongolia quindi piogge di occhietti a mandorla. Suoniamo in un cinema, audio un po’ busta, ma con la gente che sta in fissa per Mr. Fantastic e ce la richiede espressamente per il bis. Noi siamo stanchi e proviamo ad andare a dormire poco dopo lo show, non prima di essere trasportati ad un McDrive davanti al quale, per le solite disorganizazioni , io, Marini e Peppe rimaniamo per 40 minuti alla temperatura di -10 in attesa che arrivino gli altri per poter ordinare. Nel frattempo ci viene comunicato che la data del martedì a Igevsk è saltata, quindi altri soldi persi e un altro viaggio della morte davanti a noi.
DAY21 – Chelyabinsk
Arriviamo al locale un po’ in ritardo e decidiamo di non fare il check, abbiamo dormito anche questa volta all’incirca 3 ore e quindi ci spaparanziamo un po’ nell’ampio backstage. Il concerto è davvero una bomba, tanta gente anche di lunedì sera ( che in questo tour è stato il giorno fortunato! ) e un bel po’ di presa a bene e di morale . Ovviamente comincia a rompersi tutto, il mio radiojack muore, mentre suoniamo il rack col computer cadono e si sfonda una DI, insomma bilancio positivo ma con analità. Il locale chiude perchè sta per cominciare un’altra serata che ci viene descritta come un party pazzesco. Prima veniamo trasportati in hotel, un posto assurdo dove abbiamo camere doppie e wi-fi, e decidiamo all’unanimità che il party verrà pisciato alla grande e che ci dedicheremo al sonno e ad internet. Anche perchè la sveglia è alle 5 e ci attendono altre 24 ore di viaggio.
DAY22 – Viaggio della morte 2
Alla fine partiamo più tardi di quello che era stato preventivato, ma questo non toglie che cmq passeremo tutto il giorno e la notte in viaggio verso nord. Stavolta siamo semi-riposati il che rende questo viaggio praticamente insostenibile e noioso: menomale che la sera prima in hotel avevo preventivamente messo a scaricare tutte le serie di Boris in modo da creare momenti di distrazione.
DAY23 – Novgorod
Il locale si chiama “Rocco”, ci arriviamo in mattinata distrutti e con le occhiaie che toccano terra: decidiamo di scaricare, pisciare il check e andare in ostello a dormire. Appena arrivati subodoriamo la possibilità di cucinare e quindi ci fiondiamo al primo supermarket per comprare della pasta, del sugo, della frutta e della verdura. Il risultato non sarà eccelso vista la consistenza dubbia della passata, ma almeno ci sfondiamo praticamente 3 etti di pasta a testa con grande gioia e gaudio per tutta la combriccola. Alle 19 ci dirigiamo al locale che a sorpresa è pieno, con un audio ottimo e un palco da paura, ci carichiamo come le bestie e tiriamo fuori uno show praticamente impossibile considerando quanto eravamo distrutti: l’aftershow lo passiamo inebetiti sui divanetti a bere vodka e a guardare una modella Russa che abbiamo soprannominato Kimberly che tendenzialmente credo sia stata l’unica donna in 4 anni a mettere d’accordo tutti i Diorama. Anche in questo caso il suo ragazzo è un mezzo roito antipatico ed incapace e questo ci fa salire ancora di più il veleno nei confronti di questo paese. Post concerto io , Peppe e Marini ci dirigiamo in un pub dove continuiamo a conversare con gli Shimansky locali e proviamo a raggiungere un grado di stanchezza tale da non farci pesare il viaggio del giorno dopo
DAY24 – Vologda
Arriviamo a Vologda che il concerto è già cominciato, il locale è carino e la sala completamente carica di gente. Abbiamo una sorta di backstage accroccato e per cena ci portano una mini fettina di pollo e delle patate nere. Inaspettatamente quando saliamo sul palco la gente è mega fomentata ma il promoter locale ci informa che il proprietario del club gli ha imposto orari di chiusura anticipati di un’ora e che quindi possiamo suonare 4 o 5 pezzi. Noi non ci incazziamo ma continuiamo a suonare finche non ci accendono la luce in sala, cominciano a minacciarci di morte, arrivano due energumeni alti e grossi accanto al mixer e alla fine vogliono staccarci la corrente. A noi frega cazzi e finiamo il set alla nostra maniera: il promoter ci informa che dopo questo atto di forza il proprietario non gli farà più organizzare eventi in quel locale, io gli rispondo che la prossima volta che mi farà fare 5000km per suonare 4 canzoni, io gli spaccherò il cranio e quindi deve ritenersi molto fortunato. Con grande entusiasmo la serata finisce prestissimo perchè l’appartamento dista 40km dalla città , siamo noi e altri 6 ragazzi vogliosi di bere vodka con noi, ma sinceramente visto che ci attende una dormita per terra ( il materasso promessoci è in realtà un lenzuolo ) preferiamo declinare l’invito per il party di soli cazzi e metterci a dormire.
DAY25 – Ivanovo
La città delle donne, la città delle mogli. Così ci viene presentata Ivanovo, che a detta degli autoctoni locali è composta al 75% di popolazione femmninile. Suoniamo in una sorta di palestrona sovietica con un impianto ridicolo ma con la sala ben gremita di gente: anche qui preferiamo non fare soundcheck dato che in tutto hanno 6 cavi e 3 microfoni. Dei ragazzi ci fermano e ci invitano a bere con loro dopo lo show, noi calorosamente accettiamo e dopo il concerto ci ritroviamo in un appartamento pieno di gente e con diverse bottiglie di vodka a disposizione. Il padrone di casa è un cuoco e parte del tempo lo passiamo ad osservarlo cucinare e a mangiare i suoni manicaretti, c’è tempo per diverse sessioni fotografiche e un po’ divertimento anche se, manco a dirlo, a parlare inglese saranno massimo 3 o 4 persone. Chiamiamo i taxi e via verso l’appartamento: i nostri letti sono occupati da persone random perchè anche questa volta la disorganizzazione è totale, quindi ennesima serata sul pavimento senza coperta. Poi dice che uno si raffredda…
DAY26 – Troisk
La partenza da Ivanovo è alle 5 del mattino , ho talmente tanto sonno che in furgone svengo e mi risveglio per le strade di Mosca, a pochi chilometri da Troisk. Ci viene annunciato che il primo step non è nè l’ostello nè il locale, bensì un palazzetto dello sport dove dobbiamo necessariamente assistere alla partita di pallone della squadra locale, apparentemente lo sponsor del nostro concerto! I nostri vincono, noi esultiamo e poi ci incazziamo dicendo: ok, ora portateci a letto.
L’ostello è bello, con wi-fi, con un cesso decente e delle stanze da 2-3 persone che rendono la nostra permanenza lì fantastica e ovviamente nessuno vuole più andare via. Ma invece siamo richiesti dal sindaco della città, col quale ci sediamo a questa tavola rotonda al quale partecipano il sindaco stesso, un cervellone, i promoter e una fica, così, a caso, come testimonianza di quello che offre questa città. L’incontro è molto interessante, scopriamo che la città è una base per gran parte dei Fisici che lavorano in territorio sovietico e che il locale dove suoneremo questa sera è di proprietà della città stessa. E in più proviamo a convincerlo che Berlusconi è uno stronzo, ma lui non sembra aver così tanta voglia di parlare di politica. Il locale è in realtà un teatro, ma credo che non mi soffermerò a parlare più di tanto di questa esperienza perchè sarà raccontata benissimo nel prossimo blog del Poggioli. La morale della favola è che suoniamo davanti ad un pubblico di dodicenni e che trascorreremo il resto della serata davanti al pianoforte a cantare i Backstreet Boys.
DAY27 – Mosca
Il concerto è pomeridiano, il locale è a 50km da Troisk quindi per una santa volta dormiamo tanto, su un letto, ci laviamo bene e siamo felici e contenti. Lo YouToo è una situazione grossa ma molto punk, a noi come al solito frega cazzi di fare il soundcheck e ci catapultiamo nel backstage a mondializzare. Suoniamo alle 6 di pomeriggio, questo implica il fatto che avremo molto tempo dopo per rilassarci e fare festa. Lo show è uno dei migliori, abbiamo un ottimo audio e ci rendiamo conto che se uno dorme e si lava, sul palco rende anche meglio. Finito lo show incontro una ragazza di nome Maria che viene da me dicendo: “avete promesso di bere vodka con noi!” e io gli dico “certo”, e dopo 3 minuti di conversazione mi dice “guarda che io non sono come le ragazze Russe, non sono una mignotta e non bacio neanche al primo appuntamento”, e io gli rispondo che per me non c’è problema e che se per una volta riesco a farmi una chiacchierata con una che l’inglese lo parla da paura, ben venga! Quindi saliamo nel backstage con un po’ di gente e cominciamo a bere e a parlare, lei mi presenta tutti i ragazzi dell’altra band che suonava con noi, i Plush Fish, che in Russia sono abbastanza famosi, e rimaniamo li a fare un minimo di bagordi. La cena consiste in 2 pizze per 7 persone e l’appartamento è dall’altro lato della città, quindi ad un certo punto via col taxi e ci fermiamo al supermarket piu vicino a comprare panini, sardine e schifezze di ogni genere. Arrivati all’appartamento, come al solito c’è un materassino gonfiabile, un divano e tanto posto a terra. Altra serata scomoda, fortunatamente l’ultima.
DAY28 – Belgorod
La partenza da Mosca è abbastanza ingenerosa, noi ci alziamo di pessimo umore e diciamo a Sergey che arriveremo tardi ma vogliamo dormire. In realtà arriviamo in anticipo visto che il concerto è stato spostato di qualche ora: il club è diverso da quello dove abbiamo suonato lo scorso anno, ma è cmq carino e c’è una buona atmosfera. La gente arriva numerosa e il nostro show è molto carico! Salutiamo il nostro amico Italiano Louis e la sua compagna, che abbiamo conosciuto lo scorso anno qui a Belgorod e ci beviamo le ultime cose in compagnia degli Shimansky locali.
Il tour si chiude ufficialmente in un casermone Russo ex-prigione allestita ad ostello, da domani si ritorna verso casa. Prima tratta 30 ore. Belgorod-Budapest.






